
Organismo Abilitato DPR 462/01 (DOA)

Misura delle tensioni di contatto presso Rizziconi Energia SpA di Rizziconi

Rizziconi Energia SpA (Gruppo AXPO)

2025

Rizziconi (RC) - Italia



MA.DE. Engineering garantisce da quasi 8 anni (non continuativi) la sicurezza elettrica della centrale termoelettrica a ciclo combinato Rizziconi (Reggio Calabria), gestita da AXPO. La centrale è collegata alla stazione TERNA 380 kV tramite due linee aeree, ciascuna con funi di guardia collegate al portale di amarro. Gli impianti di terra della Centrale e di Terna non sono in comune; le aree dei trasformatori MT/AT sono però interconnesse con altri nodi di terra. La potenza totale dei generatori è 760 MW, suddivisa in due unità da 380 MW, con neutro a 380 kV direttamente collegato a terra.

La verifica periodica degli impianti di terra per il rischio di contatti indiretti su impianti >1000 V è obbligatoria per legge (DPR 462/01, richiamato dal D.Lgs. 81/08) a carico del datore di lavoro.
Per impianti con stazione di consegna in AT (>30 kV) connessa a Terna, il sistema MT è alimentato dai trasformatori AT/MT dell’impianto. Secondo la Norma CEI 99-3 l’impianto di terra deve prevenire pericoli per le persone in caso di guasto monofase a terra su AT o MT.
Le principali attività previste sono:
– acquisizione dei parametri di corrente di guasto monofase in AT e valutazione delle correnti di guasto nella rete MT interna;
– misure strumentali di impedenza totale di terra, continuità e ispezione visiva;
– misure strumentali delle tensioni di contatto mediante circuito di prova a simulazione di guasto in AT;
– analisi dei risultati e rilascio del verbale finale conforme a DPR 462/01 e alla norma UNI ISO CEI/EN 17020 per gli Organismi di Ispezione.
Per dettagli operativi e sul “Regolamento generale delle attività di ispezione” consultare i link di riferimento.

Per un impianto con connessione a 380 kV, l’impianto disperdente deve garantire bassa resistenza di terra (Rt) per limitare la tensione totale di terra (UE) e la sola Rt non basta: è necessaria la verifica in campo delle tensioni di contatto mediante simulazione di guasto AT.
In caso di guasto monofase a terra a 380 kV si può avere una corrente di cortocircuito pari a 11,1 kA con durata 0,50 s, che provoca innalzamenti di potenziale nell’area e nelle zone limitrofe proporzionali all’entità della corrente.
Le misure effettuate, con corrente di prova >50 A (CEI EN 50522 / CEI 99-3) in condizioni di tempo sereno e terreno asciutto, hanno confermato che le tensioni di contatto rientrano nei limiti normativi (≤220 V per 0,50 s).
Non sono critici i potenziali esportabili/importabili grazie a interruzioni metalliche/giunti isolanti per condotte acqua/metano; eventuali guasti a terra in MT non destano preoccupazione per le ridotte correnti e il limitato coinvolgimento del dispersore.


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